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Nel febbraio del 2005 Pasquale Rao, batterista, e Raimondo Porcelli alla chitarra,  decidono di metter su una cover band dei Metallica. Al basso viene chiamato Francesco Pochiero già bassista del gruppo Metamorphosis del quale faceva parte anche Rao. Come secondo chitarrista viene quindi chiamato Salvatore Marchetta, chitarrista del gruppo Plasmalemma. Dopo alcune prove l’intesa tra Marchetta e Rao è talmente forte che il gruppo si rende conto che può cominciare ad abbandonare il progetto di cover band per tuffarsi nel mondo della composizione propria. Si comincia così a sfruttare laboriosi riff di chitarra grazie ai quali nascono carillon e stop dance music,  i primi brani ancora stilisticamente acerbi.

Dopo il successo riscosso in alcune esibizioni live e  nei raduni studenteschi il gruppo scrive una follia musicale battezzata L’indiano schizzofrenetico (brano che poi verrà abbandonato dal gruppo). Intanto Porcelli abbandona il gruppo e restando in tre si decide di chiamare alla voce la cantante,  nonché amica della band, Antonietta Napoli.

Durante il periodo con Antonietta i brani vengono scritti di sana pianta per una voce femminile vellutata ma allo stesso tempo grintosa e a volte aggressiva. E’ in questo periodo che i quattro avranno un primo salto di qualità a livello compositivo rappresentato da  L’albero dell’Iraq (Rao-Marchetta).

Con testo pungente di Marchetta e le misteriose ma angoscianti parti strumentali il brano catapulta il gruppo in un’altra dimensione: questo è il primo pezzo proprio.

Dopo varie performance live nei dintorni Antonietta lascia la band e viene chiamato al microfono Domenico Macrì, ex cantante dei Metamorphosis.

A questo punto si decide di lavorare seriamente e Marchetta comincia a pensare alla stesura di quella che sarà la più apprezzata composizione del gruppo: Sfere Incomplete Suite.

 

La composizione, di carattere autobiografico, è divisa in sei parti sperimentando un crescendo musicale che accompagna le liriche sempre più contorte.

La Suite si apre con un Overture e nella prima parte si scorge il “ragazzo”, protagonista della storia, in uno stato psicologico precario, a causa di un amore ormai perso. La notte durante il momento dormiveglia riflette su quello che è stato il suo passato insieme al suo amore e pian piano il personaggio prende forma scoprendo la sua sensibilità profondamente ferita che intacca man mano anche un malessere psichico. A dimostrazione di questo il ragazzo intraprende un viaggio psicologico alla ricerca della propria mente che sfocia in un’infelice ma veritiera scoperta….

 

Dopo aver provato e riprovato tutta la suite si decide di chiamare un tastierista e la scelta ricade su Giosuè Greco sassofonista e tastierista, ex bassista del Plasmalemma.

Con una tastiera nel gruppo le cose cambiano in modo molto rapido, e, sperimentando (anche se ancora timidamente) un impronta di musica elettronica, anche la stessa suite diventa più corposa e piacevole all’ascolto.

 

Dopo altre varie performance live il gruppo compone un ultimo brano: “Scelta”. Il pezzo racchiude una complessa struttura tecnica accompagnata da un testo scritto da Macrì. Nel frattempo è arrivata la primavera 2006 ed il gruppo ha ormai acquisita una certa notorietà in zona si decide a preparare un album demo in studio

I pezzi scelti sono: Sfere Incomplete Suite, Scelta, e L’albero dell’Iraq. Le incisioni avvengono presso L’Arlesiana studio di Carlo Frasca noto negli ambienti romani e grandissimo intenditore e compositore di musica etnica, nonché uno degli organizzatori del famosissimo Roccella Jazz Festival.

 Le session di incisione avvengono durante il mese di settembre per poi passare al montaggio che prende gran parte di ottobre. Alla fine l’album è pronto.

 

Dopo tanti concerti in giro per la piana all’aperto e dopo tante serate nel loro locale preferito, Il Gian’s, gli Akhenathon si apprestano alla loro prima intervista che avviene su radio Peter Pan. Il gruppo si presenta bene, discute sull’album ma anche sulla vita privata di ogni singolo elemento.

La band partecipa anche alle selezioni dell’Arezzo weve purtroppo con esito negativo.

Ora il gruppo continua a portare in giro i pezzi dell’album (vincendo il prestigioso contest al gambrinus nel vibonese), ma I ragazzi stanno già progettando una nuova stesura… chissà quale altra diavoleria per l’Aton soddisfatto?

 

Marchetta Salvatore & Greco Giosuè